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CINZIA SCAFFIDI

locandina SCAFFIDI WEB

Qual è stata la scintilla che ti ha spinto a scrivere di cibo e pubblicità?

Gli spot in tv hanno sempre catturato la mia attenzione. Appartengo alla generazione che “andava a letto dopo Carosello”: guardare la pubblicità in tv era l’ultimo momento di condivisione e divertimento, prima di andare a dormire, e quindi era preziosissimo. Però nella stessa epoca c’erano anche degli eccellenti giornali per bambini e ragazzi, come il Corriere dei Piccoli e altri che avevano vere e proprie rubriche in cui con giochi e scherzi da bambini le pubblicità venivano prese in giro, per aiutare i ragazzi a leggere in modo critico quello che in tv veniva servito come oro colato. Negli anni ho continuato a seguire questo filone e a osservare questo tipo di comunicazione, sempre con grande interesse e divertimento, considerandolo di fatto un genere. Ne sono convinta e lo ribadisco nel libro.

Cinzia Scaffidi fa parte del consiglio nazionale e del comitato esecutivo di Slow Food Italia ed è direttrice del centro studi Slow Food. Insegna interdisciplinarità della gastronomia presso l’università di scienze gastronomiche a Pollenzo. Ha lavorato come caporedattrice della rivista di Slow Food e poi alla creazione del sito internet del movimento. Ha pubblicato Guarda che mare (Slow Food 2007) scritto insieme a Silvio Greco, Sementi e diritti (Slow Food 2008), scritto insieme a Stefano Masini e Mangia come parli: come è cambiato il vocabolario del cibo (Slow Food 2014). 


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