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37e2

locandina 37e2 webAlla faccia di chi parla dell’eccellenza del sistema sanitario lombardo, la realtà dimostra che è tutto il contrario. Basta andare quotidianamente in un pronto soccorso, provare a fissare una visita attraverso il numero unico regionale, avere a che fare, purtroppo, col sistema sanitario della nostra regione. Questo libro bianco nasce con un intento descrittivo, ma via via è diventato anche uno strumento “politico”, in grado di dare indicazioni per modificare lo stato esistente delle cose. È la raccolta delle testimonianze, denunce, esperienze che i nostri ascoltatori e le nostre ascoltatrici ci hanno mandato in quattro stagioni di 37e2, la trasmissione di Radio Popolare che si occupa dei temi della disabilità, della non autosufficienza e in generale della sanità. Quello che abbiamo fatto è stato riportare le loro testimonianze, andare a cercare di capire, coi responsabili delle situazioni, il perché si sia arrivati lì e se ci fossero delle soluzioni. A volte è andata bene, altre volte no. Di certo ogni settimana abbiamo messo a nudo i limiti di un sistema sanitario che, seppur glorificato da molti come “eccellente”, fa acqua da tutte le parti. Qui abbiamo raccolto tutto questo, provando anche a dare delle indicazioni per migliorare la situazione.
Vittorio Agnoletto
Nato a Milano nel 1958, sono cresciuto frequentando l’associazionismo cattolico – ho trascorso vent’anni nell’Agesci – e i movimenti studenteschi della Nuova Sinistra, dal 1983 al1989 sono stato membro della segreteria nazionale di Democrazia Proletaria.
Pur di non indossare per un anno la divisa militare ho svolto per venti mesi il servizio civile come obiettore di coscienza e per diversi anni sono stato obiettore fiscale alla spese militari.

Ho conseguito la maturità classica al liceo classico Berchet a Milano, mi sono laureato in medicina e specializzato come medico del lavoro, attività che svolgo dal 1987. Nel 1989 sono stato licenziato da una azienda chimica per aver richiesto interventi ambientali per tutelare la salute dei lavoratori. E’ successo altre volte.
Nel 1987 ho partecipato alla fondazione della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (Lila), della quale sono stato presidente nazionale dal 1992 al 2001. Ricerche scientifiche, pubblicazioni su riviste specializzate e convegni internazionali si sono intrecciati con il lavoro nelle “Unità di Strada” rivolte ai tossicodipendenti e al mondo della prostituzione,con corsi di formazione e con interventi di prevenzione sanitaria nei Balcani, al termine del conflitto, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e in Sudafrica per ridurre la trasmissione del virus Hiv dalle donne sieropositive ai neonati.
Per denunciare il “business dell’Aids” ho organizzato la clamorosa interruzione della diretta Rai “Live Aids” il 25 giugno 1996 a piazza Navona.
L’impegno contro l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto), per ottenere l’accesso ai farmaci anti-Aids delle popolazioni del Sud del mondo ha costituito la ragione della mia adesione al movimento contro la globalizzazione liberista.
Nel gennaio del 2001 sono stato nominato portavoce della delegazione italiana al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre e nel luglio dello stesso anno portavoce del Genoa Social Forum (GSF), in occasione del G8 a Genova.
Per aver svolto tale ruolo sono stato estromesso dai ministri Maroni e Sirchia dalla direzione dei corsi di formazione sull’Aids presso l’Istituto Superiore di Sanità, oltre che dalla Commissione Nazionale per la Lotta contro l’Aids presso il ministero della Sanità e dal Comitato Nazionale di Coordinamento contro la droga, istituito dal Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio, incarichi che ricoprivo come esperto a titolo gratuito dai primi anni ’90.
Dal 2001 sono membro del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale.

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