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Superabile - 14 agosto 2017 -

SuperAbile, il Contact Center per il mondo della disabilità

“La Tela”, nel locale confiscato alla mafia l’osteria sociale che assume persone disabili

Il locale è a Rescaldina, comune di 14mila persone nella cintura metropolitana di Milano: il ristorante utilizza principalmente prodotti provenienti dalla filiera equo solidale, a chilometro zero e da agricoltura biologica e realizza progetti di inserimento professionale di giovani con disabilità. Con assunzioni a tempo indeterminato

beni confiscati 3 la tela

14 agosto 2017
 
MILANO – E’ un ristorante che utilizza principalmente prodotti provenienti dalla filiera equo solidale, a chilometro zero e da agricoltura biologica e in cui, soprattutto, si realizzano progetti di inserimento professionale di giovani con disabilità, attraverso corsi mirati e l’impiego di alcune persone con sindrome di Down. Siamo a Rescaldina, comune di 14mila persone nella cintura metropolitana di Milano e questa è una storia raccontata nel reportage pubblicato sul numero di luglio del nostro magazine SuperAbile Inail, reportage incentrato sull’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
 
Il ristorante di Rescaldina si chiama “La Tela - Osteria sociale del buon essere”, è gestito da una rete di cooperative, gruppi d’acquisto solidale e associazioni del territorio e dà vita (fra le tante cose) a progetti educativi, formativi e di autonomia per ragazzi con disabilità intellettiva, oltre che a iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle persone più fragili. Un’attività, quest’ultima, resa possibile dal fatto che il locale è diventato nel tempo anche un centro di aggregazione e di promozione sociale e culturale, con incontri, biblioteca, sperimentazioni, gioco e divertimento, presentazioni di libri, testimonianze, musica dal vivo. E poi naturalmente si mangia, e si mangia bene. Potete anche accontentarvi dei menù del giovedì con panino e birra artigianale a nove euro, ma in realtà vanno gustati i primi piatti, ad iniziare dalle tagliatelle al cacao con menta e burro al peperoncino e dagli gnocchi con salsa di pomodoro crudo, crema di bufala e acciughe del Cantabrico.
 
In quello che era un ristorante (tradizionale) anche prima di essere sequestrato alla ’ndrangheta (era il 2010), oggi sono occupate a tempo indeterminato complessivamente dieci persone e tre di queste sono disabili. “Fin dall’apertura - evidenzia Giovanni Arzuffi, portavoce di Arcadia, la cooperativa che gestisce "La Tela"- lavora con noi come cameriera una ragazza con sindrome di Down, mentre un’altra persona con disabilità fisica lavora in cucina e una terza con anche problemi psichici è impiegata nelle pulizie. Inoltre attualmente abbiamo un’altra ragazza con una lieve disabilità intellettiva che lavora anche lei come cameriera con un contratto regionale Garanzia Giovani: a fine percorso prevediamo anche per lei l’assunzione a tempo indeterminato”. Numeri importanti per una realtà piccola che “si impegna ogni giorno credendo fortemente nella possibilità di dare lavoro a persone svantaggiate” e che punta a “essere un luogo di socialità e di condivisione e uno spazio dove nascono e si sviluppano le idee”.
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